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Per non dimenticare chi ha ordinato l'EDITTO BULGARO (Silvio Berlusconi) e chi l'ha eseguito (IL CDA RAI nominato da tutto il centrodestra): «Quest’uomo lo hanno ucciso: è stato un ostracismo. Non c’è spiegazione per questo modo di agire. Il “Fatto” resterà come esempio classico nella storia della tv pubblica. La Rai cancellandolo ha perso di stima. A Biagi hanno teso un tranello, e parlo come amico di Enzo ma anche come uomo che conosce la realtà. La verità è che Biagi non era utile a qualcuno e quindi lo hanno abbandonato» Cardinale Ersilio Tonini in collegamento con la trasmissione «AnnoZero», ApCom 9 novembre
Free Burma!




























 


16 marzo 2006

Ecco dove ci ha portato il centrodestra(non solo berlusconi ma anche fini, casini e bossi...)...PARLA BANKITALIA..

Flebili segnali di ripresa che non bastano a segnare una svolta rispetto ai troppi problemi del Paese: il calo dell’occupazione, l’aumento del debito pubblico, il ristagno della produzione industriale. È opaca l’immagine del sistema Italia offerta dal bollettino economico della Banca d'Italia, primo dell’era Draghi. Tutto sembra tornato indietro a dieci anni fa, e va peggio di allora. Per tornare a crescere, si legge, servono «occorrono azioni di lunga lena volte a modificare incisivamente la struttura produttiva e l' ambiente regolamentare e di mercato in cui essa opera». Così com’è l’economia italiana non mostra «ancora un superamento del divario di crescita di cui l'economia italiana soffre, non solo rispetto alle aree più dinamiche del mondo, ma anche rispetto agli stessi grandi paesi dell'area dell'euro, pure attardati nel confronto internazionale».«Secondo le previsioni della commissione europea e di consensus – afferma Bankitalia - l'economia italiana dovrebbe crescere nella media del 2006 a un tasso di poco superiore all'1%». Ma, intanto, nei primi mesi del 2006 si assiste a «un sostanziale ristagno della produzione industriale». Non solo. Nel 2005 l' occupazione in Italia, pure essendo cresciuta dello 0,2% nel numero di persone occupate, se calcolata sulla base dei posti di lavoro a tempo pieno è diminuita per la prima volta dal 1995: meno 0,4%. Colpa di una vera e propria esplosione di lavori part time. Fra i giovani compresi tra i 15 e i 29 anni, un lavoratore su quattro è precario, percentuale che sale addirittura al 49,8% per i neoassunti.Ma il dato più inquietante riguarda il debito. Quello pubblico che torna a crescere dopo 10 anni di riduzione e cresce anche più del previsto: più 2,6%, 103,8% registrato nel 2004 al dal 106,4%. Quello delle famiglie che negli ultimi dieci anni è quasi raddoppiato «raggiungendo il 30% del Pil nel settembre 2005 (erano il 18% nel 1996)».




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