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Da Moro alla Sgrena fino ad arrivare a Mastrogiacomo.. Che tutto sia un pretesto per fottere il vicino di banco in Parlamento? Di Michele Serra..

Non ci furono altrettanti schiamazzi, quando venne liberata Sgrena sotto il governo Berlusconi. La "zona grigia" di ogni trattativa fu considerata più o meno da tutti un prezzo losco ma inevitabile da pagare a bande di guerriglieri che (a casa loro) controllano pezzi di territorio, e sgozzano la gente senza pensarci due volte. Si è liberissimi di pensare che le trattative siano politicamente controproducenti: ma la materia in oggetto – la vita di un ostaggio – non consente sicumera, toni gaglioffi, presunzione ideologica.
Negli ultimi giorni si è tirato spesso in ballo, in genere a sproposito, il dibattito dolorosissimo e difficile dei giorni di Moro. Ma, a parte le colossali differenze di contesto, i toni di allora non furono questi. Si sbraitava di meno, nell’Italia di allora, anche se si moriva di più, e si moriva quasi ogni giorno, e non in lontani deserti, non tra tribù ribelli, ma in casa nostra, nel centro delle nostre città. Forse il mio ricordo, come tutti i ricordi, è offuscato e magari intenerito dagli anni, ma la politica non volava così basso, vent’anni fa. L’impressione che qualunque evento sia il puro pretesto per fottere il vicino di banco in Parlamento non era così evidente. Disse Rino Formica che la politica è merda e sangue: ma così rischia di diventare solo merda.

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Fabio

Pubblicato il 11/4/2007 alle 18.50 nella rubrica POLITICA.

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