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Michele Serra in un elogio a Di Pietro...








“Rischiamo di sparire perché siamo un piccolo partito, ma per noi è piùimportante fare gli interessi del Paese”. Sono parole di Antonio DiPietro, uno dei pochissimi leader politici impegnati nella battagliareferendaria.
Siamo così abituati a ragionare sui secondi fini, sugliscopi reconditi, sulle manovre astute, che subito cerchiamo di scoprirenelle parole di Di Pietro, per riflesso condizionato, dove sta latrappola. Possibile che un capo di partito voglia davvero anteporre gliinteressi generali alla sopravvivenza del suo particolare? Che cosa gliavranno offerto, che lui sa e noi non sappiamo? Quali vie d´uscita avràgià escogitato? Quali furbizie e quali calcoli ci saranno, dietro lesue parole? Poi ci rendiamo conto, quasi con angoscia, che non siamopiù capaci di una lettura ingenua (nel senso migliore del termine) diquello che ci circonda. Che non siamo più pronti ad accettare, nellapolitica e ovunque, quel tanto o quel poco di disinteressato e generosoche ancora c´è, che ancora accade. Oggi facendo torto a Di Pietro, ierie domani a un altro: ma facendo torto soprattutto a noi stessi, perchéragionando con questo perenne affanno decifratorio, questo sospettoammorbante, intorbidiamo prima di tutto la nostra coscienza. E dunque:io credo a Di Pietro. Credo che si stia impegnando per una causa giustaanche se a scapito del proprio partito.
 
Ps: Complimenti al Governo per la libarazione di Padre Bossi, sulle Pensioni, prima di esprimermi, aspetto il testo definitivo approvato dal Parlamento...

Pubblicato il 20/7/2007 alle 20.2 nella rubrica INFORMAZIONE.

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