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Cinque sintetiche frasi che fanno riflettere sui fatti di inizio anno....


In questi giorni sto avendo parecchi problemi con il pc e non posso aggiornare il mio blog, spero di mettere tutto a posto nel giro di pochi giorni... Propongo solo tre frasi che reputo debbano essere prese da esempio:
1) «Ai cristiani che bestemmiano preferisco i musulmani che pregano. L’oratorio fa la muffa perché non ci viene più nessuno: e io dovrei negare il diritto di preghiera a chi lo chiede? Quando i musulmani sono venuti da me mi è sembrato naturale accoglierli. Non ho chiesto autorizzazioni. Siamo tutti figli di Dio e tanto mi basta»
Don Aldo Danieli, parroco di Paderno di Ponzano Veneto, ogni venerdì apre l’oratorio ai musulmani che vogliono riunirsi a pregare, la Stampa 10 novembre 2007
2) «Un impulso autodistruttivo pervade la società italiana, la sua classe dirigente, le categorie, il mondo dell’informazione. Non conosco Paesi dove ogni sera tutti i partiti dell’opposizione intimano al telegiornale che il governo si deve dimettere. In Germania il primo anno di Schroeder fu difficilissimo ma nessuno si sognò di esigere nuove elezioni. Alla scadenza fu rieletto»
Tommaso Padoa-Schioppa Corriere della Sera, 1 gennaio
3)«Usciamo da questa chiesa sapendo che su tutti noi incombe una responsabilità: tutti noi dobbiamo sostenere il miglioramento della società. Torino continui a progredire come città del lavoro ma, soprattutto, come città che rispetta, difende la giustizia. E la prima giustizia è il rispetto della vita di ogni persona».
Cardinale Poletto, arcivescovo di Torino, omelia durante il funerale di Giuseppe Demasi, settima vittima dell’incendio alla ThyssenKrupp, Ansa 3 gennaio
4)  «Dotto’, non faccio più droga. No, adesso ho un altro affare. Rende di più e soprattutto si rischia molto meno. Si chiama monnezza, dotto’. Perché per noi la monnezza è oro».
Nunzio Perrella, boss pentito del Rione Traiano, dichiarazione raccolta nel carcere di Vicenza da Franco Roberti, capo del pool anticamorra della Procura di Napoli, dicembre 1992
5) «Sarò un presidente che porrà fine alla guerra in Iraq e riporterà i nostri soldati a casa e ripristinerà il nostro prestigio morale. L’11 settembre non sarà un mezzo per spaventare gli elettori, bensì una sfida che deve unire l’America e il mondo contro le minacce comuni del XXI secolo»
Barack Obama, dal discorso pronunciato dopo l’annuncio della vittoria nello Iowa, 4 gennaio

A PRESTO!
Fabio.

Pubblicato il 9/1/2008 alle 19.50 nella rubrica POLITICA.

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